Palazzo Isimbardi

Palazzo Isimbardi, la cui parte più antica risale al XV secolo, è la sede principale della Provincia di Milano e al suo interno si svolge la quotidiana attività amministrativa. Ma l'edificio ospita anche un rilevante patrimonio artistico ed è aperto al pubblico. La mostra l’Ottocento a Palazzo Isimbardi nelle collezioni della Provincia di Milano, tenutasi nel capoluogo lombardo nel 1987 e curata da Raffaele De Grada, rappresentò il punto di partenza di un importante lavoro di catalogazione e studio della collezione di opere ottocentesche della Provincia.

Definita dallo stesso De Grada «un'esposizione con approfondimento filologico dell’esistente» (R.De Grada, L’Ottocento alla Provincia di Milano, in L’Ottocento a Palazzo Isimbardi, Milano, 1987, p.10) la mostra intendeva fare il punto della situazione e proporsi come nucleo di partenza di una collezione suscettibile di aggiornamenti e ampliamenti mirati. Alla catalogazione si affiancò un lavoro di ricerca, che ha cercato di restituirci la personalità degli artisti nel rapporto con la storia della Lombardia ottocentesca. A una puntuale consultazione degli inventari (confrontando le edizioni del 1932, del 1944 e del 1978) si affiancò un lavoro di analisi stilistico-attributiva delle opere, di cui si ricostruì anche la fortuna espositiva. Lo spoglio dei cataloghi delle Esposizioni di Belle Arti di Brera e della Permanente confermarono che gran parte delle opere vennero acquistate tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. I registri degli acquisti delle opere scampati alla distruzione bellica sono purtroppo posteriori al 1927.

Tra gli artisti in collezione meritano di essere menzionati alcuni dei protagonisti dell’arte lombarda dell’Ottocento, come Leonardo Bazzaro, Luigi Conconi, Eugenio Gignous, Eugenio Spreafico e Angelo Trezzini, che costituiscono il nucleo maggiore. Sono presenti anche esponenti non lombardi, come i piemontesi Lorenzo Delleani e Giovanni Migliara, l’emiliano Gaetano Chierici, il napoletano Edoardo Dalbono e il veneziano Giacomo Favretto.

Il catalogo (L’Ottocento a Palazzo Isimbardi, Milano, 1987) evidenzia una prevalenza di opere di carattere storico, vedutistico-architettonico, di genere e di paesaggio. A titolo esemplificativo ricordiamo il dipinto olio su tela Dallo scoglio di Quarto di Luigi Conconi, il quale vi compone con sensibilità valori luministici e ritmico geometrici. Per quanto riguarda la sezione di pittura storica menzioniamo Episodio dei Visconti, acquistato negli anni Quaranta e attribuito per anni a Francesco Hayez. L’interno del Duomo di Milano viene reso da Giovanni Migliara con una minuziosità e precisione memore dei vedutisti veneti del Settecento, ma anche delle suggestioni degli interni di chiese dell’olandese Pieter Saenredam.

Anche la scultura trova una sua dignitosa presenza con la Frine di Francesco Barzaghi, col Guerriero di Legnano di Enrico Butti e con due teste di Vincenzo Gemito.